Maredentro

“MareDentro” è un progetto teatrale, frutto di una ricerca sul naufragio esistenziale. Il viaggio della fregata Méduse incontra i percorsi di grandi artisti come Géricault, Baricco, Wordsworth e Poe, che ai temi della deriva mentale hanno dedicato molta della loro arte. Queste tappe hanno portato ad una sintesi tra    la    follia provocata da un avvenimento traumatico, altamente condizionante per l’animo umano e il folle genio di un pittore che ha condiviso la spaventosa esperienza fin nei recessi più bui. La fusione di queste esperienze si rivela attraverso i linguaggi dello spettacolo che riesce a mettere in scena un’unica corrispondenza tra naufragio e derive della natura umana: luci, proiezioni, suoni, musiche, parole e azioni si rimestano, si inseguono, creando un mondo “MareDentro” in cui le geometrie fluide si dilatano e si ricompongono, dove la finitezza umana s’infrange, impotente, contro l’infinita potenza del mareMareDentro

Théodore Géricault, pittore francese del primo ottocento, dipinse il naufragio della Méduse, uno degli avvenimenti storici più drammatici della cronaca francese dell’epoca. Un evento che ha segnato e traumatizzato chi l’ha vissuto di persona e che ha inciso fortemente sull’opinione pubblica dell’epoca.

Il progetto teatrale “MareDentro” nasce dalla riflessione che portò il pittore francese a immergersi profondamente in questa sciagura fino a metterne su tela tutta la tragicità.

L’accadimento e le dinamiche che hanno portato Géricault alla realizzazione della sua opera pittorica sono dettagliatamente ed egregiamente illustrati da Jonathan Miles nel suo libro “La zattera della Medusa”. Nell’introduzione italiana, curata da Marco Carminati, si legge: Questo libro racconta antefatti e fatti che portarono alla realizzazione di uno dei più grandi capolavori della pittura dell’Ottocento europeo, vale a dire La zattera della Medusa di Théodore Géricault, dipinto tra il 1818 e il 1819 e oggi conservato al museo del Louvre di Parigi. Una tela di colossali dimensioni (cinque metri per sette) che venne ispirata dal tragico naufragio della fregata Medusa, avvenuto davanti alle coste del Senegal il 2 luglio 1816. Un episodio che aveva colpito enormemente l’opinione pubblica francese e provocato un pericoloso scossone all’establishment politico parigino.

Il natante rimase in balìa delle onde per quattordici terrificanti giorni, costellati da episodi agghiaccianti di lotta per la sopravvivenza. Solo una quindicina di persone sopravvissero a quell’inferno, e una volta tornate  a  casa denunciarono al mondo quanto era loro accaduto. Ne nacque un caso politico clamoroso. I liberali cavalcarono quest’esempio di clamorosa inefficienza e di inaudita arroganza governativa  stigmatizzando il     clima di  pesante oppressione imposto alla Francia dalla restaurazione dei Borbone. E Géricault, per parte sua, mise a disposizione il suo genio e il suo pennello per redigere il potente ‘manifesto’ della tragedia, raccontando senza remore l’odissea della zattera e dando vita al concetto di ‘Francia alla deriva’ tanto caro ai liberali del tempo.

Un avvenimento dunque che, trasposto, diventa simbolo di un agire umano comune, ricorrente, e che vale la pena di scoprire e raccontare. Anche Alessandro Baricco, nel suo libro “OceanoMare”, a questo episodio dedica un racconto che, assieme all’opera di Géricault, è stato uno dei punti di ispirazione dello spettacolo.