Extrabilità

“Chi adesso continua a credere che ascoltare sia cosa usuale, può provare se riuscirà a farlo altrettanto bene” – M. Ende

Un progetto di Teatro mirato al recupero e allo sviluppo delle potenzialità dei soggetti in difficoltà, per il raggiungimento di livelli più avanzati di autonomia, in modo coordinato e integrato con le altre figure professionali presenti nelle strutture socio – sanitarie e similari.

L’obiettivo è di intervenire in modo diverso da qualsiasi approccio classico e di realizzare un progetto teatrale con forti valenze psicologiche che consentano di esplorare la dimensione dell’immaginario e del simbolico, congiuntamente alle capacità espressive e di comunicazione che vengono, di conseguenza, potenziate.

Tali attività si basano sulla creatività del corpo e diventano una vera e propria ricerca personale: un lavoro su di sé che consente alla persona di riscoprire le proprie originali ricchezze e potenzialità. Attraverso la scoperta di una nuova motricità è possibile distaccarsi da stereotipie e abitudini della vita quotidiana per esprimere pienamente se stessi. I laboratori diventano parte integrante di un processo educativo più ampio: così come educare significa insegnare a diventare pienamente se stessi, altrettanto avviene attraverso l’espressione corporea. Pertanto, attraverso le sensazioni corporee si entra in contatto con il proprio mondo interiore, e attraverso questo tipo di laboratori avviene un continuo e fluttuante passaggio tra interno ed esterno, fra anima e corpo: la dimensione personale e la dimensione relazionale sono compresenti fino al giorno della messa in scena e oltre.

Nella drammatizzazione, inoltre, la metodologia di lavoro legata all’ascolto ed all’improvvisazione connette imprescindibilmente l’originalità, il linguaggio e l’espressività individuali al gruppo di lavoro ed al contesto sociale e scenico in cui esso si svolge.

Il lavoro di drammatizzazione diviene così un atto di sdrammatizzazione della realtà e dei propri limiti rispetto ad essa e agli altri.

Nel percorso laboratoriale proposto va considerato, in ultima analisi, l’accrescimento culturale del gruppo e del singolo e la valenza socio-culturale che un’esperienza teatrale assume nella crescita di un individuo e del gruppo a cui appartiene, in particolar modo, quando l’esperienza teatrale viene acquisita in un contesto come quello sociale, in cui l’individuo già si trova a doversi confrontare con coetanei ed adulti estranei al contesto familiare.

Il metodo di lavoro porta a “giocare” con se stessi e con gli altri al fine di creare un gruppo omogeneo ma, allo stesso tempo, composto da individualità definite e che, muovendosi in una logica di vita reale, si proietta in situazioni straordinarie ed immaginarie.

Nello specifico si intendono perseguire i seguenti intenti:

  • Imparare a comunicare con i coetanei e gli adulti: comunicazione interpersonale fra soggetti socialmente, culturalmente ed emotivamente diversi.
  • Riacquisire la coscienza del proprio ruolo nel gruppo: sviluppo dell’io nel rapporto relazionale con la realtà.
  • Valorizzare i propri pensieri, sentimenti, emozioni, cultura, visione del mondo.
  • Stimolare la creatività come attitudine al fare e   all’aggregazione contro la solitudine.
  • Educare all’autonomia, alle libere scelte individuali in uno spazio di sana convivenza.

Il risultato maggiore non sarà tanto connesso con una produzione estetica conclusiva, ma con le trasformazioni che il processo stesso mette in moto nei soggetti che vi prendono parte, trasformazioni indirizzate verso la crescita sana della persona e lo sviluppo delle sue potenzialità.